Periodico bimestrale
Anno XX, numero 94
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874
METODOLOGIA

Analisi dell’attrito tra cilindro e pistone in un motore 2T in ottica di miglioramento delle performance

Paolo Verziagi

EMAK produce macchine per il giardinaggio (decespugliatori, tagliasiepi, motoseghe, soffiatori) con i marchi Efco® ed Oleo-Mac®, per la piccola agricoltura con i marchi Bertolini e Nibbi (motozappe, motocoltivatori e motofalciatrici) e per l’ambito costruzioni civili (troncatori per cemento armato). Sviluppa i suoi motori 2 tempi per le applicazioni portatili e da sempre è molto attenta alle più severe legislazioni in materia di emissioni, cosa che costringe gli ingegneri a ricercare soluzioni sempre più efficienti per la messa a punto dei motori monocilindrici di propria produzione.

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L’efficientamento dei motori monocilindrici a 2T passa non solo attraverso soluzioni motoristicamente avanzate ma anche attraverso una attenta analisi della tecnologia in essere per cogliere aspetti a volte ritenuti marginali, come l’attrito fra i componenti. È ben noto ai tecnici motoristi il fatto che uno stesso motore non ha mai la stessa “performance” se messo al freno dinamometrico: la potenza (o la coppia) variano sensibilmente, pur essendo il motore sempre lo stesso.

Scopo del presente lavoro è quello di costruire un modello in ambiente MAPLE® delle forze d’attrito del motore che sia in grado di spiegare queste variazioni di performance; il modello verrà verificato su una macchina attualmente in produzione, un decespugliatore professionale di 53 cm3 di cilindrata.

 


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