Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 88
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874
CONVEGNO

International CAE Conference

Alla due giorni al Convention Centre (Fiera di Vicenza) si sono riuniti i più accreditati esperti, gli stakeholder del panorama accademico, dell’industria e della ricerca, nonché i realizzatori di software e applicativi dedicati.

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La simulazione e la sperimentazione virtuale sono, probabilmente l’asset centrale nei processi di innovazione, progettazione e produzione in ogni settore: medico, aerospaziale, energia, trasporti, lavorazione dei materiali, beni di consumo, ingegneria civile e costruzione, biomeccanica e calcolo ad alte prestazioni e molti altri ancora.  Un’autorevole conferma di questa innegabile e ormai pervasiva realtà, dunque, non poteva che arrivare da International CAE Conference, l’evento globale di maggiore importanza in tema di “Simulation Based Engineering and Sciences”, che quest’anno (6 e 7 novembre), alla sua 33esima edizione, ha eletto Vicenza come sede internazionale della tecnologia e della cultura della simulazione virtuale. Alla due giorni al Convention Centre  (Fiera di Vicenza) si sono riuniti i più accreditati esperti, gli stakeholder del panorama accademico, dell’industria e della ricerca, nonché i realizzatori di software e applicativi dedicati. I partecipanti, che hanno ben oltrepassato la soglia dei 1200,  sono arrivati, oltre che da Italia, Europa e Usa, Paesi tradizionalmente orientati all’innovazione, anche da Paesi competitor di indubbia avanguardia tecnologica, come Giappone e Corea, così come dai contesti emergenti di Russia, Turchia, Sudafrica e Brasile. Due gli appuntamenti, fortemente voluti da Stefano Odorizzi, direttore scientifico della Conferenza internazionale, ricercatore e docente dell’Università di Padova, CEO e co-fondatore di EnginSoft:  l’assemblea plenaria e la tavola rotonda “ Smart manufacturing: competenze e strategie per il digitale nell’industria”.
L’assemblea plenaria ha visto sul palco relatori di ineguagliabile spessore come il coreano Jinhwan Choi, luminare di ingegneria meccanica, lo spagnolo Emilio Juarez (3D Printing Director EMEA at HP) e Tom Kindermans, vicepresidente di ANSYS, ma anche Eric Landel, presidente della sezione tecnica di simulazione di Renault e ancora Christophe Lasseur, dell’Agenzia spaziale europea e capo del progetto “Melissa”, e molti altri ancora. Ciascun contributo ha fatto luce sul ruolo della simulazione con l’avvento delle Tecnologie 4.0. Sono molte le tecnologie abilitanti che aiuteranno, semplificandolo, il modo ti produrre dell’immediato futuro e alcune di queste sono già disponibili a vantaggio dell’industria. La Digitalizzazione di Sistema, o Simulazione 1D, consente di creare modelli che in tempo reale simulano il comportamento di un Sistema, appunto. Dall’elementare componente di un impianto sino all’intera linea produttiva. Tecniche e soluzioni per il Big Data Analysis e l’intelligenza artificiale consentono di estrarre informazioni utili allo studio di fenomeni complessi e a prendere decisioni con minime possibilità di errore.
Queste simulazioni pervasive utilizzano dati in tempo reale per rispecchiare il mondo fisico in un modello virtuale (digital twin), che può includere macchine, prodotti e persone: ogni oggetto fisico ha una sua copia virtuale e i dati raccolti dall’oggetto fisico possono essere comparati con quelli della copia virtuale per identificare problemi di performance e prevedere soluzioni e ottimizzazioni del modello reale. La tavola rotonda, moderata da Giovanni De Luca, direttore di Rai Veneto, è stata introdotta da Tullio A. M. Tolio, direttore dell’istituto Itia CNR e presidente di CTS Cluster Fabbrica Intelligente e ha visto tra gli intervenuti alti rappresentanti della politica, dell’Università, come delle istituzioni di categoria. Tra loro, Stefano Miotto, direttore di Confindustria Veneto, Antonio Bonaldo, Direttore Unità di ricerca distretti e reti della Regione Vneteo, Franco Deregibus, responsabile di Digital Innovation Hub della Regione Piemonte e Fulvio d’Alvia, direttore di Retimpresa. Gli interventi hanno rivolto la loro attenzione in particolare alle PMI, che costituiscono il 95% del tessuto industriale del nostro paese e che dovranno a stretto giro farsi carico dei processi di cambiamento sulla strada della smart manufacturing. Per contribuire alla nuova cultura d’impresa, il Piano Nazionale Industria 4.0, oltre agli incentivi per gli investimenti, prevede la costituzione e l’insediamento nel territorio di due tipologie di strutture: i Digital Innovation Hub e i Competence Center 4.0. La tavola rotonda ha offerto una puntuale panoramica sulle strategie europee, nazionali e regionali nel campo del digitale e non ha mancato di sottolineare l’importanza di fare rete e la necessità di formazione e cultura innovative, per aiutare l’impresa (e l’Università) a capire come far evolvere le competenze richieste, oggi sempre più complesse. Le sessioni tematiche di settore, ricchissime di lezioni e presentazioni tenute da oltre 100 tra i massimi esperti di ogni settore: Aerospazio e Difesa, Trasporti, Biomedicina, Ingegneria Civile, Energia e Oil&Gas, Industria e molti altri. I partecipanti hanno potuto scoprire, per esempio, come è stato costruito il sarcofago intorno alla centrale nucleare di Chernobyl, direttamente dai suoi realizzatori, gli italiani di Cimolai. Altri interventi hanno mostrato l’utilizzo della simulazione, solo per citare qualche esempio, nelle ottimizzazioni dei motori per le moto da gara (Ducati Corse), nella realizzazione di scarpe sportive ad altissime prestazioni, nelle indagini per trovare punti di rottura nelle condutture di oleodotti e, ancora, nelle innovazioni di auto elettriche e ibride ecc. La parte espositiva ha aggregato oltre 60 espositori. All’International CAE Conference si è potuto ammirare, al lavoro, le più avanzate tecnologie per la stampa in 3D e alcuni dei loro prodotti (particolari di moto e auto realizzati direttamente dalle stampanti), così come alcuni sofisticati e inediti sistemi elettronici realizzati per l’emergente industria dei droni, o, ancora, è stato possibile ammirare Desert Lyon, un Robot sviluppato per operare in condizioni d’impiego estreme come ad esempio la bonifica di Campi Minati. Con i Poster Awards, anche l’edizione 33 di International CAE Conference ha premiato la creatività dei giovani messa alla prova nel concorso riservato a studenti, dottorandi, ricercatori e/o docenti di Università e Centri di Ricerca. Dei circa 300 progetti inviati dagli atenei di tutta Italia – e quest’anno per la prima volta – anche da una consistente quota di università straniere, circa cinquanta sono stati i selezionati e tra questi, cinque poster, che hanno presentato le idee migliori sugli usi della simulazione e i suoi sviluppi negli scenari più inediti e originali, sono stati premiati con una Borsa di Studio.

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