Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 88
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874
Rischio idrogeologico

Strumenti di previsione, nelle emergenze, per scelte efficaci e per prevenire “effetti a cascata”

Ricercatori finanziati dall’UE hanno testato nuovi strumenti software ideati per aiutare i servizi di soccorso a limitare e contenere i possibili effetti domino dei disastri.

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Il progetto PREDICT, finanziato dall’UE, ha sviluppato un software progettato per riuscire a prevedere i possibili “effetti a cascata” delle catastrofi. Simulando l’evoluzione delle possibili conseguenze che nascono, per esempio, da un’inondazione catastrofica o da una tempesta su industrie e servizi pubblici come i trasporti, i responsabili delle decisioni sono in una condizione migliore per agire in modo efficace e adoperarsi per prevenire un effetto domino. 

I potenziali utenti finali di questo nuovo software vanno dalle squadre di gestione delle crisi a livello nazionale e locale, fino ai settori esposti alle catastrofi naturali come i trasporti, le telecomunicazioni, la fornitura di energia e acqua. 

Da quando è stato lanciato questo progetto triennale, ad aprile 2014, sono stati organizzati in tutto cinque workshop e il team del progetto ha coinvolto oltre 60 esperti di oltre 30 organizzazioni. 

Tre esperimenti recenti, svolti nei Paesi Bassi e in Finlandia e al confine tra Belgio e Germania, hanno permesso al team del progetto PREDICT di applicare il nuovo software innovativo in situazioni di crisi reali e di dare ai potenziali utenti finali l’opportunità di testare, verificare ed esprimere la propria opinione circa la sua applicabilità e funzionalità. 

Il primo collaudo ha testato l’efficacia del software di fronte a una grave rottura di una diga in una zona vulnerabile dei Paesi Bassi, tra due fiumi principali nella regione del delta del Reno-Mosa. 

Nella simulazione, la rottura ha portato a un cedimento dei piccoli argini subito dietro la diga, minacciando di inondare diverse città, linee ferroviarie e autostrade in sette giorni. Un workshop per utenti finali per discutere i risultati è stato tenuto a Dordrecht il 15 ottobre 2015. 

Il secondo scenario riguardava il deragliamento di un treno sul confine tra Belgio e Germania nel quale due serbatoi carichi di gas liquido causavano una nube chimica tossica che si spostava verso zone abitate, mentre il terzo scenario di disastro consisteva in un incidente marittimo in Finlandia e riguardava la fuoriuscita di sostanze chimiche pericolose. Per ogni scenario sono stati organizzati workshop. Tutti e tre gli scenari hanno contribuito a dimostrare l’ampio potenziale di applicazione del software per assicurare che diversi possibili scenari di catastrofe non sfuggano al controllo. 

Il mercato per gli strumenti predittivi di gestione dei disastri crescerà se i responsabili delle politiche cercheranno di intervenire con una risposta più coordinata. Per esempio, la Commissione recentemente ha lanciato un nuovo centro in-house per aiutare gli Stati membri dell’UE a rispondere alle emergenze e prevenire e ridurre le conseguenze dei disastri. Tra le sue attività, il Centro di conoscenze per la gestione del rischio di catastrofi offrirà ai paesi dell’UE una consulenza tecnica e scientifica per quanto riguarda le metodologie di valutazione del rischio. 

Durante il resto del progetto il team si propone di creare un quadro comune per prevenire o limitare gli effetti a cascata, che sarà poi applicato in casi selezionati concordati con gli utenti finali per assicurare che la tecnologia soddisfi le esigenze delle organizzazioni di gestione della crisi. Il progetto PREDICT si concluderà a marzo 2017. 

Per ulteriori informazioni, visitare: 

www.predict-project.eu

Fonte: Cordis, © European Union, 2015, Sulla base di informazioni diffuse dal sito web del progetto PREDIC

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