Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 88
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874
OpenFOAM®

OpenFOAM®: entusiasmo passeggero o futuro della CFD?

Marco Giachi

La decima edizione della conferenza internazionale di OpenFOAM® si è tenuta a Ann Arbor organizzata dall’Università del Michigan dal 28 giugno al 2 luglio (www.ofw10.org)
L’ing. Paolo Geremia della sede italiana di ENGYS, la società che distribuisce il codice HELYX®, era presente ed è stato intervistato dal nostro Marco Giachi per avere un’interessante panoramica sul fenomeno dell’open-source e sulle prospettive di questo movimento.

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Ing. Geremia, l’open-source in campo ingegneristico: fenomeno in espansione o entusiasmo passeggero?
«L’impressione è quella di una crescita. Si tratta di una realtà consolidata da anni che affonda le sue radici negli anni novanta con le prime versioni di Linux sviluppate in campo accademico e da allora in continua crescita. E le ragioni di questa crescita sono svariate non ultima la qualità stessa del software perché il fatto di essere libero ha creato, e crea tuttora, una sinergia tra gli utenti e uno scambio d’informazioni impensabile per una software house che si affida a un suo gruppo di sviluppatori interni. E questo è un primo punto. Poi, essendo un software open source, è un software “trasparente” cioè è possibile avere a disposizione le equazioni e gli algoritmi che usa per essere sviluppati e personalizzati».


Fluidodinamica navale con HELYX-Ecomarine presentata alla conferenza

La “trasparenza” e la personalizzazione mi sembrano due ottime argomentazioni.
«Difatti lo sono, soprattutto in ambito industriale in quei contesti in cui per esigenze di qualità e di riservatezza è impensabile l’utilizzo di software closed-source fornito da terze parti, per cui l’unica strada possibile rimane quella dello sviluppo di software open-source. In tal senso, OpenFOAM® offre una valida libreria di base per la programmazione software nel campo della Computational Fluid Dynamics (CFD) analogamente a quanto accade nel modo dei sistemi operativi con le varie distribuzioni di Linux».

Tutto questo è senz’altro interessante, ma alla fine i conti dovranno pur tornare. Una conferenza come quella di Ann Arbor non è gratis e i partecipanti avranno avuto le loro spese da coprire, o no?
«Si, certo. L’evento è formalmente no-profit e si alimenta con le quote di iscrizione. Il personale viene prevalentemente dal mondo accademico che ha quindi il supporto della propria Università e non carica spese dirette sull’organizzazione dell’evento. Per quel che riguarda il software non si deve pensare che un codice open-source sia gratuito. Libero sì, ma gratuito no. C’è una curva di apprendimento non trascurabile che richiede tempo da investire e se si vuole accorciare questo dazio si deve ricorrere a società come la nostra che sviluppano versioni adatte all’uso professionale, producono i manuali, tengono i corsi, ecc.».

Il vostro codice  HELYX® come si colloca in questo scenario?
«HELYX® è un software CFD completo per la CFD che utilizza una versione migliorata di OpenFOAM® con l’obiettivo di ridurne le imperfezioni e di aggiungere dei componenti sviluppati dai nostri tecnici per rendere lo strumento adatto all’utilizzo in ambito professionale. In questo modo è possibile fornire all’utente finale un software che combina l’accuratezza e gli standard di qualità tipici dei software commerciali con i vantaggi offerti dalla flessibilità e dai costi ridotti dei software open-source. ENGYS inoltre mette anche a disposizione HELYX-OS, un’interfaccia grafica gratuita per OpenFOAM® con l’intento di fornire una soluzione semplice e intuitiva per coloro che utilizzano OpenFOAM® per la prima volta».

Venendo alla conferenza: punti salienti e “highlights”.
«Innanzitutto va detto che siamo alla decima edizione, in continua crescita. I colleghi più anziani mi raccontano dei tempi pionieristici delle prime edizioni, con il coffee-break fai-da te, con le borse del supermercato contenenti le varie vivande all’insegna del pionierismo più estremo, mentre ora si parla di un evento che niente ha da invidiare alle conferenze più blasonate. Quest’anno erano presenti 150 iscritti. Non sono pochi per un evento negli Stati Uniti che tratta di un fenomeno per ora più europeo. Infatti alcune precedenti edizioni, organizzate in Europa, erano arrivate a superare la quota di 300 partecipanti. Siamo sempre in un mondo essenzialmente accademico anche se i rappresentanti dell’industria si stanno lentamente avvicinando. Non solo formule ed equazioni per specialisti ma anche esempi di applicazioni pratiche».

Quali i settori rappresentati? Sempre i soliti (auto, aerei, energia) o l’open-source è anche uno strumento per diffondere l’uso della simulazione a un parco più vasto di utenti?
«Quest’anno la parte più consistente è stata rappresentata dal settore navale dove OpenFOAM® si comporta particolarmente bene. Anche perché la conferenza era stata organizzata dal Dipartimento di Ingegneria Navale dell’Università del Michigan. Oltre al navale direi un certo interesse dei classici, tra cui il settore automobilistico e aeronautico».

 

HELYX®: la versione professionale di OpenFOAM®

 Interfaccia grafica del software HELYX®

Mappa di sensitività per la riduzione del Cx per una vettura di F1 utilizzando il modulo HELYX-Adjoint

HELYX® è un pacchetto avanzato per la CFD frutto di più di quindici anni di sviluppo software utilizzando la tecnologia FOAM e OpenFOAM®. HELYX® consta di un’interfaccia grafica semplice e intuitiva e di una versione migliorata di OpenFOAM®. È dotato di un generatore di griglia affidabile e accurato e offre la possibilità di impostare il setup di diversi ambienti di modellazione, nonché strumenti di post-processing integrati sviluppati da ENGYS. Tra questi il modulo per il navale Ecomarine, un potente solutore accoppiato per l’aerodinamica e le turbomacchine, un modulo Adjoint per l’ottimizzazione di forma e topologica, un pacchetto per l’aerodinamica, un solutore avanzato per lo scambio termico coniugato, ecc.


A cura di Marco Giachi
 

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