Periodico bimestrale
Anno XXII, numero 108
gen/feb 2022
ISSN 1128-3874
MOTORSPORT

Nonostante tutto… sempre primi!

Marco Giachi

“Emilia 4LT”, il veicolo solare dell’Università di Bologna, questa volta non ha deluso le aspettative vincendo il “2021 iLumen European Solar Challenge” sull’autodromo di Zolder in Belgio davanti ai polacchi del’Università di Lodz e ai tedeschi di Bochum.

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Una competizione di 24 ore sulla falsariga della ben più famosa gara analoga di Le Mans.
La sfida con i polacchi si è risolta negli ultimi venti minuti di gara con un epilogo sicuramente inatteso per una competizione di questo tipo perchè, dopo ventitrè ore e mezza di gara e alcuni problemi (va detto brillantemente risolti dai ragazzi delle due università), le due vetture erano praticamente in parità con un leggero vantaggio per Lodz e solo i punti del giro più veloce potevano ribaltare la situazione.
A quel punto il “pilotino” di Emilia ha stampato un “3 e 37 alto” che ha messo al tappeto i polacchi.
Va detto che, per motivi prudenziali dopo gli inconvenienti avuti in Australia due anni fa, la strategia di gara era stata impostata alla massima prudenza con un target al giro fra 4 e 5 minuti e quindi nessuno si aspettava una prestazione simile dopo 23 ore, tantomeno i polacchi che stavano già festeggiando la vittoria.
La gara, per molti motivi, ricorda molto da vicino Le Mans e anche le due categorie ammesse (i “challenger”, monoposto estreme velocissime,  e i “cruiser” che sono praticamente delle vetture da strada che devono avere anche i passeggeri a bordo durante la competizione) sono assolutamente equivalenti ai prototipi e alle GT che corrono a Le Mans.
E le situazioni di gara identiche.
Emilia è un “cruiser” e ho fatto un turno da passeggero nella notte e posso dire che la sensazione è stata identica alle riprese dall’abitacolo che si vedono in televisione di Le Mans con il buio, i fari che arrivano sparati alle spalle velocissimi e che diventano ben presto due puntini rossi che svicolano in lontananza. Anche la tensione e i problemi sono gli stessi. Emilia ha avuto un problema a una gomma dopo 7 ore di gara e una più seria avaria elettrica poco dopo ma... 24 ore sono lunghe ... come dicono tutti quelli che hanno partecipato a una gara di questo tipo e anche questa volta la tradizione è stata confermata Si è detto che i “cruiser” sono vetture normali. anche con i passeggeri a bordo, ma questo non deve fare pensare a una macchina convenzionale perchè, con 24 Wh/km a disposizione (a 55 km/h circa 1320 Watt) e 690 kg di peso, tutti gli aspetti devono essere curati all’estremo: il telaio è rigorosamente in materiali compositi e l’aerodinamica deve essere altrettanto curata per arrivare ai 105 km/h di velocità massima che si leggono nella scheda tecnica della vettura.


 

I due “cruiser” dell’Università di Bochum arrivate terza e quarta. Sono biposto e svantaggiate in partenza perchè  per la classifica finale vengono conteggiati i km percorsi per passeggero e quindi una quattro posti è avvantaggiata in quanto i suoi giri vengono moltiplicati per quattro. La scelta dei tedeschi è stata quella di fare due auto “vere” (le hanno anche omologate per viaggiare su strada) sacrificando le competizioni che sono solo un banco di prova per loro.


 

La struttura di Emilia è completamente in composito compresi i cerchi che avevano dato problemi in Australia due anni fa tanto da costringere al ritiro la vettura, ora riprogettati completamente. Nell’immagine è raffigurato il mozzo posteriore che alloggia al suo interno il motore elettrico


 

 

“LT” ovvero “Long Tail” ricorda tante cose agli appassionati di auto storiche e richiama alla mente i  mitici prototipi che correvano a Le Mans negli anni ‘69/’70: Ferrari 512, Porsche 917, Matra 630 ... avevano tutte due versioni di carrozzeria e la coda lunga era indispensabile sulle piste veloci. Il venerdi a Zolder non potevano mancare le classiche passate a velocità controllata, come fanno anche in Formula 1, davanti alla pit-lane con i fili di lana (a) per verificare l’aerodinamica della parte posteriore e il riscontro con le simulazioni CFD (b)


 

 

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