Periodico bimestrale
Anno XX, numero 94
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874

“CFD Specialist” a costo zero?

N. 54 – gennaio 2013

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Faremo i calcoli CFD sull’iPod di nostro figlio? E useremo le animazioni di un vortex shedding come sfondo del video del telefonino? La simulazione numerica ha raggiunto livelli impensabili e le offerte, di ogni genere, arrivano come pioggia battente… o come grandine? 

Apparentemente, chiunque può scaricare un codice da Internet e professarsi “CFD specialist” a costo zero, ma la realtà è ben diversa e i codici assemblati low cost (il generatore di griglia da una parte, il solutore da un’altra, ecc.) richiedono risorse enormi per essere gestiti, tali che solo grandi strutture possono permettersi e, comunque, sempre con alte percentuali di rischio fallimento.

Non ci sono scorciatoie al calcolo numerico (come nello sport dove le strade facili della medicina non hanno mai rimpiazzato l’allenamento, i casi recenti insegnano) e per ottenere risultati affidabili gli strumenti di calcolo devono essere consolidati e validati. La validazione di un codice è un’operazione estremamente complessa e farlo in proprio è tutt’altro che banale. Le offerte allettanti della rete vanno valutate anche in questa ottica e solo chi ha fatto un calcolo, anche solo una volta per proprio conto, conosce bene cosa vuol dire trovarsi soli con le proprie forze a risolvere i problemi.

E poi, il concetto ideale di libertà e di socialmente etico, tipico di tutto quello che si scarica dalla rete. Ma è difficile dare un significato a questo ideale in un settore dove qualsiasi attività richiede risorse che non si trovano certo liberamente in natura come l’acqua sorgiva.

È una questione di tempo? Forse. È evidente che nessuno può sapere cosa sarà fra vent’anni, ma anche le regole dovranno adeguarsi. Ad esempio, nei farmaci esistono i “generici” ma sono disponibili solo dopo un certo numero di anni per tutelare chi ha investito nella ricerca e nello sviluppo, poi ci sono i brevetti ed altre forme di tutela.

A&C ha deciso di affrontare questa realtà con un atteggiamento aperto e neutrale dando spazio a tutte le campane purché serie e obbiettive e anche in questo numero ci sono esempi di entrambi gli scenari: il grande centro di ricerca (il più grande d’Italia) che sviluppa strumenti propri attingendo moduli dalla rete ed altre realtà che realizzano progetti con strumenti consolidati ed affidabili. Buona lettura,

— Marco Giachi

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