Periodico bimestrale
Anno XXI, numero 96
Gen./Feb. 2020
ISSN 1128-3874

Il "giallo" della simulazione

N. 63 – luglio/agosto 2014

E chissà che in un futuro più o meno lontano la vita dell’Uomo stesso sulla terra non diventi legata alla capacità di fare calcoli come oggi è legata alla disponibilità di acqua ed a quel punto l’analogia delle due nuvole sarà completa.

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Marco Giachi
Marco Giachi

Dopo 16 anni di attesa un italiano primo a Parigi in maglia gialla. È stato questo il titolo di tutti i giornali della settimana scorsa. Ed in effetti è stata una bella notizia e, come tutte le notizie che coinvolgono la sfera dello sport, una notizia piacevole e “leggera” da commentare. Ma questa leggerezza rispetto ad altre vicende non vuole dire leggerezza tecnica. Per vincere un Tour de France ci vuole una struttura organizzativa in corsa e progettuale a casa di primissimo piano paragonabile a quella di una squadra di Formula Uno. La bicicletta ed il suo progetto sono parte integrante di questa macchina perfetta e, non a caso, la bici vincitrice è stata progettata dalla McLaren con un uso massiccio di CFD.

Altro evento di questi giorni. Dopo due anni di lavoro la Costa Concordia lascia l’isola del Giglio per il suo ultimo viaggio verso il porto di Genova dove verrà definitivamente smantellata e molto si è detto e scritto su tutta l’operazione di recupero del relitto. Tutte le volte che leggo sui giornali o ascolto qualche servizio alla radio o alla televisione non posso non pensare alla incredibile quantità di calcoli che sono stati fatti per definire i dettagli dell’operazione. Sicuramente lo scafo non era stato disegnato per sostenere il proprio peso agganciato da cavi che lo tirano da una parte per riportarlo in posizione verticale (e tantomeno era stato progettato per stare coricato su un fianco appoggiando solo su un tratto centrale della fiancata). Eppure tutto è stato portato a termine con, penso si possa dire senza rischio di essere smentiti, notevole sicurezza. Ancora non è circolato molto negli ambienti scientifici di questo lavoro, ma è facile prevedere che nei prossimi convegni qualcosa verrà pubblicato. Spero che questo accada perché la sincera curiosità tecnica della comunità di tecnici ed esperti di calcolo e simulazione è alta.

Altro argomento di riflessione, sempre stimolato dalla lettura dei giornali di questi giorni, è lo sbarco sulla Luna avvenuto il 21 luglio di 45 anni fa. Ma come avranno fatto con i calcolatori dell’epoca? Anche tutta l’epopea delle missioni Apollo si può dire sia stata segnata dal successo. Solo un incidente grave (Apollo1), ma sulla rampa di lancio dovuto ad un incendio improvviso che, penso, non sia attribuibile a problemi di calcolo o di progettazione del lancio. La capacità dell’Umanità di eseguire calcoli complessi è a dir poco spaventosa e cresce in modo esponenziale: solo pochi anni fa i calcolatori della famiglia Cray sembravano insuperabili, poi sono venuti i cluster e poi i cloud computers ovvero una specie di nube che ci avvolge e che dispensa potenza di calcolo al pari di una nuvola tradizionale che dispensa acqua piovana. E chissà che in un futuro più o meno lontano la vita dell’Uomo stesso sulla terra non diventi legata alla capacità di fare calcoli come oggi è legata alla disponibilità di acqua ed a quel punto l’analogia delle due nuvole sarà completa.

Tornando con i piedi per terra, in questo numero di A&C si parla di ingegneria ferroviaria, della dinamica di una macchina operatrice e della convezione all’interno di una matrice di schiuma metallica. Applicazioni che possono apparire meno “epocali” di quelle citate in apertura ma per questo non meno importanti. Il calcolo numerico e la simulazione sono così compenetrate nella vita di tutti i giorni che si ritrovano in progetti di dimensioni anche molto diverse tra loro.

— Marco Giachi

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