Periodico bimestrale
Anno XXII, numero 102
gen/feb 2021
ISSN 1128-3874

Il nuovo ruolo della simulazione nell’industria automobilistica

N. 100 – sett/ott 2020

Stampa
Marco Fainello, Danisi Engineering S.r.l.
Marco Fainello, Danisi Engineering S.r.l.

L’industria automobilistica è attraversata dalla più grande rivoluzione in cui sia mai stata coinvolta, e una delle più fondamentali della nostra civiltà industriale, che sta mettendo in discussione tutti gli aspetti sviluppati e consolidati in oltre cento anni di storia. Questa rivoluzione è guidata:

  • dalla disponibilità di nuove tecnologie interdisciplinari: elettronica, intelligenza artificiale, sistemi di trazione innovativi, possibilità di comunicazioni ad alta banda e bassa latenza;
  • dalla necessità di maggiore sicurezza e fruibilità: supporti alla guida e guida autonoma, gestione condivisa delle informazioni;
  • dalla richiesta di sostenibilità ambientale: decarbonizzazione, sistemi per trazione elettrica, impiego di sistemi di trazione ad idrogeno, platooning.

Capire come coordinare queste necessità ed opportunità è un compito tanto difficile quanto strategico per lo sviluppo in generale e per la sopravvivenza in particolare delle singole aziende in un mercato così globale ed in rapida evoluzione.
In questo contesto la simulazione, grazie alla possibilità di accelerare i processi di valutazione senza dover sottostare ai tempi costi e rischi della sperimentazione fisica, risulta uno strumento indispensabile per fare scelte importanti e consapevoli. Ma anche la simulazione deve adattarsi alla crescente complessità degli scenari e gli strumenti utilizzati sono sempre più interdisciplinari e complessi.
Se fino a poco tempo fa le simulazioni erano specifiche di ogni singolo settore e gestite dai relativi esperti (si pensi alla simulazione di fluidodinamica, dinamica del veicolo, motori, gestione del traffico) oggi occorre integrare diverse simulazioni per ricostruire scenari complessi ed indispensabili a sperimentare nuove soluzioni e capire come fare le scelte adeguate.
Facciamo un esempio: la simulazione dei sistemi di ausilio alla guida richiedono modelli di simulazione di dinamica veicolo, dei sensori, degli attuatori, dei sistemi di controllo, ma anche di rappresentazione degli scenari in cui il veicolo si muove, compresi grafica e rumori, di modelli di comportamento di altri guidatori, pedoni e semafori. Occorre inoltre integrare la simulazione dell’infrastruttura e di come questa comunichi con i singoli veicoli, a partire dal semplice sistema di localizzazione fino ai modelli più complessi di V2V, V2I e V2X.Tutto questo rende necessario che gli esperti di modelli di simulazione di settori molto diversi trovino il modo di sviluppare ed integrare i loro prodotti in ambienti di simulazione multifisici. Sarebbe quindi necessario definire quantomeno degli standard  di comunicazione hardware e software, ma chi ha la competenza ed autorevolezza per farlo? La competizione commerciale tra diverse aziende, alcune delle quali emerse solo recentemente nello scenario industriale e con logiche completamente nuove, non aiuta l’integrazione. Oltretutto la carenza di normative di omologazione e certificazione dei sistemi dovuta alla difficoltà degli organismi delegati a tenere il passo con le tecnologie costituisce un ulteriore problema. La soluzione può venire solo attraverso la collaborazione tra aziende, centri ricerca e autorità pubbliche (la famosa ‘tripla elica’) secondo modalità tutte da stabilire, che passino attraverso tavoli di discussione, consorzi, fusioni o altro.
È uno scenario complesso ed entusiasmante per chi si occupa di simulazioni, perché porta la simulazione da strumento tecnico per specialisti a strumento indispensabile per le scelte non solo tecnologiche ma anche strategiche, aziendali, economiche, sociali e politiche.
Non ci sarà da annoiarsi.

— Marco Fainello

« Notizie