Periodico bimestrale
Anno XX, numero 94
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874

Roma, al via il finanziamento per la costruzione del DTT da parte di Enea per il nucleare pulito

N. 94 – Sett./Ottobre

La sfida della fusione nucleare per produrre energia pulita e sicura entro il 2050 vede il coinvolgimento dei principali Paesi industrializzati con una forte leadership da parte dell’Italia.

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Nella sede di Roma dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), è stato firmato l’accordo che prevede lo stanziamento di 250 milioni di euro che la BEI, Banca Europea degli Investimenti, ha concesso all’agenzia italiana per la costruzione del Divertor Tokamak Test (DTT), ambizioso progetto per un nucleare pulito. Si tratta di replicare in scala sulla Terra il processo di fusione nucleare, «il meccanismo di funzionamento del Sole» lo ha definito il presidente dell’Enea Federico Testa, presente all’evento, al fine di ottenere energia pulita e virtualmente illimitata. La reazione di fusione prevede che atomi leggeri vengano uniti tra loro, convertendo una parte della loro massa originale in una quantità enorme di energia. A differenza della fissione nucleare, ormai superata e i cui rischi e limiti sono tristemente noti, la fusione nucleare è un processo intrinsecamente sicuro, che richiede come reagenti il deuterio ed il trizio, isotopi dell’idrogeno largamente reperibili, ed ha l’elio, inerte e non tossico, come prodotto finale. Gli scarti generati dalla fusione presentano una emivita decisamente ridotta rispetto al caso della fissione, con la possibilità di riciclare i componenti del reattore già dopo 100 anni. La realizzazione del DTT è sicuramente una tappa importante nella Roadmap europea per la fusione: esso costituisce un ponte di collegamento tra Iter, la cui costruzione è già in corso a Cadarache nel sud della Francia e DEMO, attualmente in fase di studio. Il ruolo del primo è dimostrare la fattibilità della fusione nucleare alla scala di un impianto di produzione di energia, mentre sarà demandato al secondo il compito di produrre energia elettrica netta grazie allo stesso processo. Poiché le due strutture sono piuttosto diverse in termini di dimensioni, il DTT nasce come anello intermedio tra i due, rendendo meno brusco il passaggio di conoscenza tra un progetto e l’altro e fornendo la possibilità di studiare in maniera dettagliata il divertore, organo deputato all’estrazione di energia in questo tipo di impianti. La macchina sarà costruita a Frascati, nei pressi di Roma, la durata prevista per il progetto è di trentadue anni. Oltre ai fondi messi a disposizione dalla BEI, EUROfusion (programma dell’Unione europea per la produzione di energia nucleare pulita e sicura lanciato nel 2014) contribuirà con 60 milioni, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica con 40 milioni, il Ministero dello Sviluppo Economico con 40 milioni, la Regione Lazio con 25 milioni. L’impatto previsto sul Pil italiano sarà di circa 2 miliardi con 1500 posti di lavoro di cui 500 scienziati e tecnici. Oltre a Federico Testa, l’evento ha visto la partecipazione del Vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, del Presidente di EUROfusion Ambrogio Fasoli, della responsabile Unità Ricerca Euratom della Commissione Ue Elena Righi Steele e del Vicepresidente della BEI Dario Scannapieco. Quest’ultimo ha commentato: «È la prima volta che la BEI finanzia Enea senza supporto dello Stato» sottolineando poi il duplice vantaggio del progetto, sia per quanto riguarda l’Italia, che beneficerà a livello di ricerca e di imprese all’indotto creato da un evento di questa portata, sia a livello mondiale, in termini di lotta al cambiamento climatico e di salvaguardia ambientale: «Il progetto ENEA ha due aspetti fondamentali per l’Europa: innovazione e lotta al cambiamento climatico. Sono entrambi campi in cui dobbiamo fare di più se vogliamo guardare al futuro del nostro pianeta con speranza e ottimismo, concentrandoci responsabilmente sul lungo periodo senza l’ansia del brevissimo termine che troppo spesso condiziona le scelte sull’allocazione delle risorse finanziarie. Sono orgoglioso che la BEI sostenga per una quota importante la realizzazione dei nuovi laboratori di Frascati». La sfida della fusione nucleare per produrre energia pulita e sicura entro il 2050 vede il coinvolgimento dei principali Paesi industrializzati con una forte leadership da parte dell’Italia. «Il progetto DTT ha detto Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca rappresenta sicuramente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese e questo esperimento consentirà alla comunità scientifica del nostro Paese di continuare la propria tradizione di eccellenza mondiale nel campo della fusione».
 

— Andrea Chiappa

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