Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 87
Lug./Ago. 2018
ISSN 1128-3874

La sfida della cyberfisica per “processare” in sicurezza

N. 87 – Lug./Ago. 2018

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Maria Francesca Milazzo
Maria Francesca Milazzo

I principi dell’Industria 4.0 sono il punto di riferimento per una crescita della produzione industriale che, attraverso l’integrazione di smart technologies, si cerca di rendere sempre più automatizzata e interconnessa. Le imprese mirano a sfruttare l’Internet of Things, l’intelligenza artificiale, il mondo virtuale e la realtà aumentata, etc. al fine di gestire e ottimizzare non solo i processi produttivi, ma anche la logistica, il settore commerciale e le risorse umane. Numerosi benefici derivano dall’adozione di tecnologie e strumenti smart, in particolare si punta all’abbinamento innovazione tecnologica e sicurezza del lavoro, un binomio senza dubbio di fondamentale importanza per il lavoratore, che quotidianamente interagisce con gli impianti industriali. Nell’ottica di aumentare il livello di sicurezza nell’industria di processo, si promuove l’idea di dotare l’operatore di strumenti più evoluti, che riducano i rischi nell’esecuzione di mansioni pericolose.
La sfida del “processare” in sicurezza è quindi rilevante e non esula dal mettere a dura prova il gestore, nella ricerca di soluzioni e tecnologie all’avanguardia. Tecniche di visualizzazione, come la realtà aumentata e virtuale, sono le più promettenti, in quanto possono potenziare le capacità del personale e contribuire a creare processi più sicuri e produttivi. Due esempi di rilievo si portano all’attenzione del lettore come spunto di riflessione sull’utilità di queste tecnologie ai fini della sicurezza: (i) l’uso della realtà aumentata per la prevenzione degli infortuni dovuti alla limitata visibilità dell’area di lavoro nella conduzione di operazioni con gru e (ii) l’impiego della realtà virtuale per addestrare l’operatore all’esecuzione di operazioni di caricamento di autocisterne in ambienti altamente rischiosi.
La realtà aumentata supporta la conduzione di operazioni in assoluta sicurezza, in quanto arricchisce la percezione sensoriale umana mediante informazioni, convogliate in tempo reale e che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Un esempio di successo è rappresentato dal sistema di sicurezza sviluppato dal progetto SPRINCE che, basato sull’acquisizione stereoscopica di immagini dell’area di lavoro e il calcolo, in maniera dinamica, delle distanze fra carico e altri oggetti, restituisce una segnalazione al gruista dell’approssimarsi di una collisione.
La realtà virtuale supporta l’apprendimento di mansioni, che necessiterebbero training in situazioni ad alto livello di rischio. Essa sopperisce all’addestramento su campo attraverso la creazione di una realtà immersiva, completamente alternativa a quella che circonda l’operatore. Nell’ambito del progetto TOSCA, ad esempio, il lavoratore impara a gestire le operazioni critiche da condurre presso delle pensiline di carico di GPL.
Le soluzioni descritte sono solo alcuni esempi, tuttavia numerosi altri settori potrebbero trarre vantaggio da queste tecnologie: fantasia e creatività rappresentano l’unico limite.
Buona lettura e buona estate a tutti i lettori!

(Maria Francesca Milazzo)


Maria Francesca Milazzo
Ricercatore di Impianti Chimici presso l’Università degli Studi di Messina

 

 

— Maria Francesca Milazzo

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