Periodico bimestrale
Anno XXII, numero 102
gen/feb 2021
ISSN 1128-3874

ENI e CNR insieme nella ricerca e innovazione per rispondere alle sfide globali

N. 86 – Mag. / Giu. 2018

Accordo da 20 milioni di euro per l’istituzione di quattro centri di ricerca nel Sud Italia

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Il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio, e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MOU) per lo sviluppo di ricerche congiunte in quattro aree di alto interesse scientifico e strategico: fusione nucleare, acqua, agricoltura e l’ecosistema artico. Eni e CNR uniranno le loro capacità di ricerca e sviluppo tecnologico istituendo 4 centri di ricerca congiunti sul territorio, con un impegno economico complessivo di oltre 20 milioni di euro per una durata di cinque anni. Le sedi dei centri di ricerca saranno tutte localizzate nel sud Italia, laddove si trovano centri operativi o di ricerca già esistenti:
Gela, in Sicilia, per la fusione nucleare, soprattutto dal punto della tecnologia che può essere impiegata nella produzione di energia pulita potenzialmente illimitata;
Lecce, in Puglia, per le ricerche sull’Artico e sul ruolo laboratorio a cielo aperto da questo rivestito nella problematica dell’innalzamento termico globale;
Metaponto, in Basilicata, per il cruciale tema dell’acqua intesa sia come risorsa vitale sia come elemento imprescindibile per un ecosistema in equilibrio;
Pozzuoli, Campania, per l’agricoltura come attività e settore economico base per lo sviluppo di ogni contesto economico e sociale.
L’accelerazione della transizione energetica verso scenari “below 2°C” e l’accesso alle risorse per una popolazione mondiale in crescita sono le sfide epocali cui CNR ed Eni devono dare il loro contributo, facendo leva su competenze e innovazione. La domanda crescente di accesso alle risorse vede in energia, acqua e cibo variabili correlate: se il 90% della produzione elettrica mondiale richiede forti consumi d’acqua, questa a sua volta è fonte vitale per lo sviluppo agricolo (70% dei prelievi d’acqua a livello mondiale) e la sua disponibilità è sotto stress in diverse aree del mondo, anche a causa dei cambiamenti climatici.

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