Periodico bimestrale
Anno XVIII, numero 82
sett./ottobre
ISSN 1128-3874

Cresce sempre di più la consapevolezza “social” delle aziende in Italia

N. 81 – luglio/agosto 2017

Facebook resta il più utilizzato, ma si diffondono rapidamente anche Instagram, che passa dal 29 al 69 per cento in un anno, e LinkedIn, che passa dal 45 al 64 per cento. Fra le attività prende piede soprattutto il monitoraggio dei concorrenti in ambito social, che dal 28 passa al 46 per cento.

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Cosa cercano le aziende italiane nel mondo social? Innanzitutto la possibilità di diffondere informazioni e interagire con gli utenti-clienti, senza dimenticare gli aspetti che riguardano il brand: quasi tutte le aziende analizzate, infatti, riconoscono gli strumenti social come una risorsa e sostengono che, se vengono gestiti male, possono provocare danni in termini di immagine e reputazione.
È quanto afferma la ricerca condotta dal Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca (CRIET), che ha analizzato il comportamento di 274 aziende operanti in Italia, 268 delle quali attive sui social media. I risultati della ricerca sono stati divulgati nel corso del convegno “Marketing Innovation Hub – Ruolo e performance dei social media nella gestione aziendale” che si è svolto il 28 giugno nell’auditorium “Guido Martinotti” dell’Ateneo milanese e che, giunto alla seconda edizione, rende possibile un confronto fra i dati registrati nel 2016 e quelli, recentissimi, rilevati quest’anno. Dal confronto con l’edizione 2016, Facebook si conferma come il social network più utilizzato dalle imprese italiane, tanto che solo un’azienda su 20 dichiara di non farne uso. Al secondo posto troviamo YouTube, usato dall’81 per cento dei rispondenti, e al terzo Twitter, che registra una diffusione del 70 per cento. L’indagine mostra anche importanti trend di crescita per Instagram e LinkedIn. Nel lavoro di indagine sono state prese in considerazione realtà aziendali piccole (fino a 50 dipendenti), medie (50-250 dipendenti) e grandi (oltre 250 dipendenti), sia in ambito Business-to-Business (B2B) che Business-to-Consumer (B2C). Indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, le attività svolte dalle imprese sui social media sono molteplici, anche se l’indagine ha rilevato una forte propensione per le iniziative rivolte all’interazione e allo sviluppo della relazione con il cliente, alla diffusione delle informazioni e al monitoraggio dei contenuti generati dagli utenti. L’importanza riconosciuta dalle imprese ai social media è testimoniata anche dal fatto che tre aziende su quattro dichiarano di allocare un budget specifico di comunicazione sui social media e i dati confermano un generale trend di crescita della quota di budget specificamente dedicata nei prossimi tre anni. La ricerca è stata presentata da Roberto Chierici, Barbara Del Bosco e Alice Mazzucchelli, team di ricerca Università di Milano-Bicocca e CRIET, Andrea Alemanno e Claudia D’Ippolito, team di ricerca IPSOS. Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti Angelo Di Gregorio, professore ordinario dell’Università di Milano-Bicocca e direttore CRIET, Matthieu De Montgolfier, Ceo TBS Italy & Switzerland, Luca Zanderighi, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università di Milano, Moreno Ferrario, Senior sales manager Linkedin, Alberto Gugliada, Ceo BrandMade, Luigi Maccallini, responsabile Comunicazione retail BNL Gruppo BNP Paribas, Giuseppe Mayer, Ceo Testa Digital Hub – Armando Testa, Simona Portigliotti, Senior marketing manager Gamestop Italia, Paolo Teoducci, Brand strategy & media TIM.
«La ricerca si inserisce all’interno del progetto Marketing Innovation Hub – spiega Angelo Di Gregorio, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università di Milano-Bicocca – che intende mettere a sistema conoscenze ed esperienze di imprese, esperti di comunicazione e mondo accademico per analizzare e valutare i cambiamenti nelle attività di marketing indotti dalla trasformazione digitale».
www.unimib.it

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