Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 89
nov./dicembre
ISSN 1128-3874

Integrare software, dati e persone: la vera sfida della «democratizzazione»

N. 75 – luglio/agosto 2016

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Carlo Poloni
Carlo Poloni

L’ introduzione di funzionalità di simulazione all’interno di strumenti CAD è una tendenza a cui abbiamo assistito in modo crescente negli ultimi anni e che ha portato, di fatto, alla semplificazione dei modelli impiegati. Se da un lato questo ha consentito di effettuare calcoli di verifica già nelle prime fasi della progettazione, dall’altro si è presto evidenziata l’inadeguatezza di questi strumenti nel momento in cui simulazioni più sofisticate si rendono necessarie nel processo di sviluppo del prodotto, anche per poter beneficiare della capacità di calcolo oggi disponibile. L’obiettivo è dunque quello di mettere insieme le diverse fasi di progettazione e le varie competenze coinvolte, senza perdere la capacità predittiva dei modelli in tutte le fasi di sviluppo.
Da qui il termine “democratizzazione”, che sembra essere il nuovo mantra nell’industria del software di simulazione. Ma cosa si intende davvero con questo termine? E in che modo questo può davvero rivoluzionare il lavoro di progettazione? Certamente, in questo senso, la banalizzazione o semplificazione dei modelli non è la strada giusta da percorrere. L’idea è piuttosto quella di mettere a punto strumenti e metodologie in grado di rendere utilizzabili da più persone modelli di simulazione sofisticati. Dopo essere stati predisposti dagli esperti, questi modelli devono essere resi disponibili ad altri utenti, non necessariamente specialisti nello stesso ambito. Guardando ancora oltre, la nuova sfida è probabilmente quella di rendere utilizzabili da molti non solo modelli numerici per discipline specifiche come CFD o FEM non lineare ma anche modelli multidisciplinari di sistemi complessi e tutte le informazioni sulle interazioni fra le diverse componenti di un prodotto. In quest’ottica, diventano strategiche quelle tecnologie che facilitano l’integrazione, la standardizzazione e l’esecuzione di processi di simulazione consentendo di mettere in comunicazione diversi strumenti e competenze specialistiche. Si tratta di un approccio che permette di tenere davvero il passo con le tecnologie di simulazione e delle risorse di calcolo in espansione continua, sfruttandone a pieno la velocità per minimizzare la durata del ciclo di design.
Un’esigenza emersa in modo coerente e forte anche nel corso del recente International modeFRONTIER Users’ Meeting, che ogni due anni richiama a Trieste numerosi specialisti di ottimizzazione. L’edizione 2016, che aveva per tema proprio “The Speed of Change”, ovvero la velocità del cambiamento, ha visto concordi esperti provenienti da aziende del calibro di Ford e Volvo: la necessità di integrazione fra software, dati e persone è la chiave di volta del processo di sviluppo. Nel momento in cui la simulazione numerica diventerà un processo standardizzato, l’ottimizzazione dei prodotti industriali potrà essere immediatamente integrata in quello stesso processo, rendendo gli esperti numerici non più “guru” esterni alla progettazione ma elementi chiave del miglioramento continuo.

 

Carlo Poloni
Presidente di ESTECO SpA e professore di Progetto di Macchine presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste

 

 

— Carlo Poloni

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