Periodico bimestrale
Anno XXII, numero 106
Settembre/Ott.
ISSN 1128-3874

Applicazione CAE in cloud: è il 2016 l’anno della svolta?

N. 74 – maggio-giugno 2016

«Esistono molti nodi ancora da sciogliere prima che la diffusione delle applicazioni web per il calcolo tecnico scientifico diventino effettive ed entrino nella pratica del lavoro quotidiano dell’industria manifatturiera».

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Raffaele Ponzini
Raffaele Ponzini

Molteplici dichiarazioni rese nel 2016 da diversi esperti del settore del calcolo scientifico indicano l’anno in corso come quello della svolta per le applicazioni di ingegneria sul Cloud. Lo dimostrerebbero alcune recenti acquisizioni da parte di colossi del mercato dei servizi web mondiale come Amazon, che acquisisce una società italiana che sviluppa strumenti per la gestione web di sessioni di calcolo scientifico su piattaforme HPC (https://aws.amazon.com/blogs/aws/amazon-web-services-to-acquire-nice/).
Tuttavia esistono a mio avviso molti nodi ancora da sciogliere prima che la diffusione delle applicazioni web per il calcolo tecnico scientifico diventino effettive ed entrino nella pratica del lavoro quotidiano dell’industria manifatturiera.
Come ho già avuto modo di commentare su queste pagine, per poter progettare flussi di lavoro automatici che sfruttano tecniche numeriche utili ad innovare un prodotto serve un livello di standardizzazione nell’approccio all’uso del calcolo tecnico scientifico che ancora oggi non è del tutto comune alle aziende fatta forse eccezione per quelle di grandi dimensioni.
Anche per questo motivo esistono diverse azioni, poste in essere dall’Unione Europea, votate al supporto dell’introduzione e del consolidamento del calcolo tecnico-scientifico nelle procedure dello sviluppo di prodotto delle PMI. Un esempio di progetto finanziato dal programma Horizon2020 per supportare le PMI europee nell’utilizzo di sistemi HPC è sicuramente Fortissimo2 (http://www.fortissimo-project.eu/) che ha recentemente chiuso la prima tornata di sottomissione di progetti. Il focus di Fortissimo 2 oggi è rivolto proprio a rendere il servizio di calcolo tecnico ‘in Cloud’ e pertanto fruibile attraverso interfacce web dedicate sfruttando la disponibilità di architetture HPC e di competenze tecniche dei centri di calcolo europei che entrano di fatto a contatto con gli uffici R&D delle PMI europee.
In conclusione, è difficile diagnosticare se il 2016 sarà o meno l’anno della svolta per le applicazioni scientifiche sul Cloud, ma certo si può affermare che gli ingredienti ci sono già tutti e che l’interesse cresce ogni giorno di più.


(Raffaele Ponzini)
 

— Raffaele Ponzini

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