Periodico bimestrale
Anno XXI, numero 96
Gen./Feb. 2020
ISSN 1128-3874

Il dualismo analitico/numerico

N. 69 – luglio-agosto 2015

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Marco Giachi
Marco Giachi

Chi ha frequentato studi scientifici o tecnici qualche anno fa (e non dovrebbero essere pochi visto l’argomento che tratta la rivista) ricorderà che gli esami collegati alla matematica e, più in generale, al calcolo erano tipicamente tre: Analisi 1, Analisi 2 e Calcolo Numerico con caratteristiche decisamente diverse perché le due Analisi avevano un alone di “nobiltà”, ed i corsi erano tenuti da professori/esse “maturi/e”, mentre l’esame di calcolo era decisamente meno prestigioso tenuto da insegnanti più giovani.
Questa osservazione può apparire di poca importanza, ma non lo è perché quella situazione “di qualche anno fa”, come ho detto all’inizio, ora ha la sua immagine proiettata negli Uffici Tecnici delle aziende  nei quali sembra che i più giovani tendano a risolvere tutti i problemi lanciando l’ennesima simulazione numerica - senza farsi troppi scrupoli e senza troppe analisi preliminari - e i più vecchi gradirebbero un approccio più analitico (quindi più “nobile”) lasciando la simulazione numerica come ultima spiaggia.
Si ripete, quindi, il dualismo “analitico vs. numerico” che si diceva all’inizio e, dopo anni passati a sostenere il primo, recentemente, mi si è... “aperta una crepa” nel castello delle certezze.
L’approccio analitico farà la fine del greco e del latino? Il calcolo numerico può essere associato alla diffusione dell’italiano volgare che sconfisse le lingue “nobili”, ma rappresentò anche un forte elemento di crescita per una percentuale enorme di popolazione? Per me è un bell’argomento di riflessione perché vuol dire indirizzare in una direzione o in un’altra tutte le attività di “training” e “mentoring”che vengono richieste alle generazioni più anziane.
È ovvio che un tecnico “anziano” che ha avuto una preparazione di tipo analitico avrà difficoltà ad accettare un approccio più numerico, ma dovrebbe capire che il successo e il suo carisma sui giovani passa anche da questa flessibilità ed elasticità mentale; altrimenti tutta la sua esperienza sarà molto difficilmente trasmissibile e quel tecnico non sarà di alcuna utilità alla sua azienda perché si aprirà un solco incolmabile tra le generazioni.
C’è un mondo nuovo che avanza (chi avrebbe immaginato solo pochi anni fa che i preziosissimi codici di calcolo tecnico sarebbero stati disponibili in rete?) e bisogna “cavalcarlo” senza rifiutarlo a prescindere perché solo in questo modo potremo trarne tutti i benefici riuscendo a “mixare” vecchio e nuovo per trovare un equilibrio che metta insieme i benefici dei due punti di vista.

 

— Marco Giachi

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