Periodico bimestrale
Anno XXI, numero 96
Gen./Feb. 2020
ISSN 1128-3874

I "maghi" della simulazione

N. 68 – maggio-giugno 2015

«La simulazione è entrata nella nostra vita a tutti i livelli e non c’è dirigente o manager moderno che prenda una qualsiasi decisione senza il supporto dei numeri, delle statistiche e delle previsioni elaborate dai suoi collaboratori».

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Lewis Hamilton, attualmente in testa al Campionato di Formula Uno, ha perso lo scorso Gran Premio di Monaco per essere stato richiamato al box per un cambio gomme in modo assolutamente scriteriato. Era evidente che, con quella sosta, avrebbe perso il comando della gara perché una sosta su quel circuito richiede circa 23s e lui aveva una dote di soli 19s rispetto al secondo.

I suoi tecnici hanno giustificato la decisione dicendo che era stata presa perché i “maghi” della simulazione avevano deciso che bisognava fermarsi a cambiare le gomme. Questo episodio è solo l’ultimo in termini di tempo, ed è uno dei più discussi per la cassa di risonanza che ha avuto, dovuta al fatto di essere accaduto in diretta televisiva durante un Gran Premio. Ma è incontestabile che la simulazione è entrata nella nostra vita a tutti i livelli e non c’è dirigente o manager moderno che prenda una qualsiasi decisione senza il supporto dei numeri, delle statistiche e delle previsioni elaborate dai suoi collaboratori. C’è l’idea che – così facendo - si possa eliminare l’esperienza dei singoli sostituendola con i numeri che sono neutri e parlano da soli e chiunque può consultare le tabelle e decidere di conseguenza. Non è facile capire cosa ci riserverà il futuro. Se fosse un film di fantascienza un regista potrebbe concepire un mondo nel quale sono rimasti solo pochissimi “esperti” che sanno ancora le cose mentre gli altri sono solo bravissimi a muoversi nelle reti informatiche. Come il lupo marsicano o la tigre con i denti a sciabola, gli “esperti” di una qualche disciplina o materia sono animali in via di estinzione e meriterebbero la stessa protezione.

Sempre in termini di corsi e ricorsi storici, viene da chiedersi se ci sia mai stato in passato un momento in cui l’Umanità abbia dovuto reimpostare i suoi parametri in modo così radicale. Certo è che il momento attuale appare molto fragile, completamente legato per la sua sopravvivenza ai calcolatori e, in ultima analisi, all’energia perché con la sola batteria (notoriamente) si va poco lontano.

Piaccia o non piaccia il calcolo numerico pone anche questi argomenti di riflessione.

(Marco Giachi)

— Marco Giachi

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