Periodico bimestrale
Anno XIX, numero 88
Sett./Ottobre
ISSN 1128-3874
Convegno – Grado, 19 maggio 2016

La simulazione numerica come strumento di prevenzione del rischio idrogeologico

Con l’attuale tecnologia di calcolo e la sempre più elevata potenza dei computer, simulare ad esempio eventi assimilabili a esondazioni, valanghe, rottura di argini, risulta essere fattibile e conveniente. Gli strumenti di prevenzione del rischio idrogeologico esistono e possono fornire ottimi risultati. Bisogna cercare di anticipare e prevenire i fenomeni studiando le opportune soluzioni prima dell’evento. E questo è un obiettivo che si può raggiungere attraverso la simulazione numerica.

La sede del convegno è Grado, l'isola del sole, antica cittadina veneta e moderno centro turistico-balneare.

L’utilizzo della CFD e dei modelli di simulazione numerica per l’analisi del dissesto idrogeologico nel settore Idraulico-ambientale ad oggi appartiene ancora in larga misura all’ambito accademico e degli enti di ricerca. Eppure gli strumenti forniti dalla CFD e dalla modellistica numerica in genere sono ormai diffusi nei più svariati settori industriali ed in grado di assicurare oltre ad un elevato livello nella qualità dei risultati raggiungibili anche notevoli vantaggi in termini di risparmio di tempo nella progettazione e conseguente riduzione del time to market. Questi vantaggi si possono ottenere anche nel settore della pianificazione territoriale e nella progettazione di opere per la mitigazione del rischio idrogeologico attraverso l’impiego dei raffinati strumenti forniti dalla simulazione numerica. Un gran lavoro, certo... ma l’output finale consentirebbe di disporre di una interpretazione chiara di tutto il territorio definendo le priorità di intervento, ad esempio, in termini di opere strutturali. Le metodologie di intervento possono essere molteplici, ma bisogna tener ben presente che riguardano la sicurezza delle persone, in primo luogo, i danni, incalcolabili, sul territorio e sulle strutture abitative. Utilizzare un sistema what if attraverso i risultati delle simulazioni potrebbe e dovrebbe essere un metodo da prendere seriamente in considerazione, visto che fino ad oggi le procedure utilizzate si sono rivelate inefficaci. Con l’attuale tecnologia di calcolo e la sempre più elevata potenza dei computer, simulare eventi assimilabili come ad esempio esondazioni, valanghe, rottura di argini, risulta essere fattibile e conveniente. Gli strumenti di prevenzione del dissesto idrogeologico esistono e possono fornire ottimi risultati. È tempo che tutti gli addetti ai lavori comincino a utilizzarli riconsiderando il metodo e l’approccio alla risoluzione del problema. Non basta intervenire dopo l’evento. Bisogna cercare di anticipare e prevenire i fenomeni studiando le opportune soluzioni prima dell’evento. E questo è un obiettivo che si può raggiungere attraverso la simulazione numerica. Nel convegno verranno presi in esame gli strumenti di cui già si dispone con esempi applicativi. 

 

La partecipazione al convegno sarà gratuita, ma è richiesta l’iscrizione online compilando il modulo di registrazione, entro il 12 maggio 2016. Gli organizzatori si riservano il diritto di chiudere anticipatamente le iscrizioni in base al raggiungimento
della massima capienza della sala (100 posti).

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